STA NASCENDO IL NUOVO SITO…..
COSENOSTRE STA DIVENTANDO UN SITO VERO E PROPRIO…. attendere prego.
COSENOSTRE STA DIVENTANDO UN SITO VERO E PROPRIO…. attendere prego.
A proposito di Elueana Englaro e degli altri cittadini oggi in quelle che erano sino a lunedì scorso le sue condizioni:
Polveri alle stelle" è un documentario collettivo della durata di trentasei minuti che, attraverso immagini, testimonianze e interviste, pone in risalto lo stato di degrado ambientale in cui versa Taranto.
L’iniziativa nasce da un’idea di Vittorio Vespucci
e Monica Nitti
e dà voce ai cittadini ed alle associazioni, reclutando i partecipanti al progetto attraverso il Web.
Ne scaturisce il ritratto di una città, soggiogata dal ricatto occupazionale della grande industria, che comincia a ritrovare la propria identità e prendendere coscienza di quanto urgente e inderogabile sia la necessità della svolta.
Si delineano due scuole di pensiero: c’è chi auspica che la grande industria possa continuare ad essere presente sul territorio ma in forma meno aggressiva e chi, dopo decenni di parole alle quali non hanno avuto seguito fatti concreti, comincia ad immaginare la Taranto post-industriale.
Si parla delle conseguenza della diossina sulla salute dei tarantini, delle condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti industriali, dei disagi che l’inquinamento provoca quotidianamente agli abitanti del quartiere Tamburi e all’intera città, del destino spesso segnato di chi lavora nella grande industria.
Si fa riferimento a forme di inquinamento meno percepite ma non per questo da sottovalutare quali l’inquinamento del mare, l’elettrosmog e le discariche di rifiuti tossici.
Non mancano i riferimenti alla religiosità popolare: il destino della Taranto del futuro è affidata da una bambina nelle mani del patrono della città attraverso le parole scritte in una lettera.
«In Consiglio comunale giovedì non ci sarò. Se la maggioranza non sarà di ventuno consiglieri (minimo necessario, ndr)… si va a casa».
Uno straniamento atipico quello del sindaco, che minaccia le dimissioni e si mette alla finestra. Ma non poteva che finire così. Nel volgere di un anno e mezzo, Stefàno ha rotto con Carrozzo, ha perso tre consiglieri, ha dialogato con Cito e ha tenuto il Pd a bagnomaria, sperando di utilizzarlo in caso di bisogno. Cottura lenta. Ma quella pentola il sindaco se la sta goffamente rovesciando addosso. Se la maggioranza cambierà pelle, per i paladini della coerenza sarà comunque una sconfitta. Le aspettative di un paio di consiglieri indipendenti, infatti, hanno scatenato una reazione a catena i cui effetti rischiano di risultare devastanti per l’intera città. Due anni dopo il dissesto ed il lungo commissariamento, tornare alle urne appare quantomeno inopportuno. Taranto ha bisogno di progetti condivisi e non di liste litigiose per un piattino di lenticchie riscaldate.
«A casa vi mando io» tuona allora Stefàno. Ma qui non si tratta di contare morti, feriti e sopravvissuti. Questa scialuppa di salvataggio, messa in mare dai tarantini nel 2007, ormai è alla deriva e si sta trascinando il civismo di sinistra: quelli che hanno sbattuto la porta ai partiti, spiegando come la politica sia altra cosa rispetto ai giochi di segreteria.
Quando hai conosciuti i savi ed i matti di una città, non hai conosciuti ancor tutti i cittadini. Vi rimane una classe mezzana, che è la più numerosa, ed è composta di coloro i quali, essendo matti, non parlano, non trattano che cose, le quali dovrebbero esser riserbate ai savi. Nel portico di Falanto si radunan tutti i giorni molti, la cura principale de’ quali è di ragionar della guerra e della pace di tutti i popoli della terra.
Quando sei tra loro, ti par di essere in un concilio di re. Battaglie vinte e perdute, capitani premiati o puniti, province e regni dati e tolti, son la materia giornaliera dei loro discorsi…
L’associazione Peacelink scrive alla Prestigiacomo spiegandole come, quando e perchè abbattere la diossina in poco tempo. Molto meno di quanto produttori e oltranzisti possano immaginare. A cominciare dal ministro dell’Ambiente Malato.